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“Generazione Casa”: il nuovo piano regionale per chi lavora e non trova casa

Trovare un’abitazione a costi sostenibili è sempre più difficile, anche per chi ha un lavoro stabile. È da questa criticità, ormai strutturale, che nasce “Generazione Casa”, il nuovo piano della Regione Veneto presentato dal presidente Alberto Stefani, con l’obiettivo di dare risposte concrete a una fascia di popolazione spesso esclusa da ogni forma di tutela.

Il progetto si rivolge a chi lavora ma non riesce a sostenere i canoni del mercato privato e, allo stesso tempo, non rientra nelle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica (ERP). Una “zona grigia” che comprende giovani, coppie, caregiver, anziani e nuclei familiari che faticano a ottenere un mutuo o a mantenere un affitto.

Recuperare gli alloggi sfitti e rilanciare l’edilizia pubblica

Accanto alla risposta sociale, “Generazione Casa” punta anche al recupero del patrimonio abitativo pubblico oggi inutilizzato. In Veneto si contano infatti circa 8.800 alloggi popolari sfitti, molti dei quali necessitano di interventi di riqualificazione o ristrutturazione.

«Generazione Casa ha un duplice obiettivo – spiega Stefani – dare un’abitazione a chi oggi non riesce ad accedere al mercato e, allo stesso tempo, reperire risorse per iniziare a recuperare gli alloggi pubblici oggi bloccati».

Il piano prevede la revisione della legge regionale 39/2017, che disciplina l’edilizia residenziale pubblica, e si inserisce in una strategia più ampia di riorganizzazione del sistema casa regionale.

50 milioni di euro per un nuovo piano casa

Fondamentale sarà la riprogrammazione dei fondi comunitari, approvata dalla Giunta regionale nei giorni scorsi, che permetterà di finanziare un nuovo piano casa da 50 milioni di euro. Secondo il presidente della Regione, si tratta solo del primo passo di un insieme di interventi più ampio e innovativo.

«Pensiamo – sottolinea Stefani – ai giovani, ai caregiver, agli anziani e alle coppie che faticano a ottenere un mutuo o a pagare un affitto. A queste persone vogliamo offrire risposte concrete».

Sostenibilità per le ATER e nuova forma di social housing

Un altro elemento centrale del progetto riguarda la sostenibilità economica delle ATER, oggi sempre più gravate da costi di gestione elevati e da un numero crescente di alloggi sfitti.

«Non è solo una scelta di equità – evidenzia il presidente – ma una leva di sostenibilità. Aumentano le case vuote e cresce la dipendenza dai contributi regionali e statali: una rotta che va invertita».

Per questo “Generazione Casa” prevede di svincolare una parte degli alloggi ERP inutilizzati, destinandoli a specifiche categorie di cittadini attraverso una nuova forma di social housing, con l’obiettivo di ampliare e migliorare la qualità dell’offerta abitativa pubblica.

Uno scenario da monitorare anche per il Bellunese

In territori complessi come quello bellunese, segnati da spopolamento, difficoltà di reperimento di alloggi in affitto e necessità di attrarre lavoratori e famiglie, il tema della casa resta centrale. Iniziative come “Generazione Casa” potrebbero rappresentare un’opportunità, purché accompagnate da politiche equilibrate e da un dialogo costante con il mondo dei proprietari immobiliari, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel sistema abitativo.

APPC Belluno seguirà con attenzione l’evoluzione del piano regionale, valutandone l’impatto concreto sul territorio e le possibili ricadute sul mercato delle locazioni e sulla gestione del patrimonio immobiliare.

Michele Sacchet

Vicepresidente Provinciale A.P.P.C. Belluno/Treviso

 

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