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Telefonate sul fotovoltaico: cosa c’è di vero e come tutelarsi

«Il suo impianto sta perdendo soldi»: la telefonata che non dovete seguire alla cieca

Perché i titolari di impianti fotovoltaici in Conto Energia vengono contattati da operatori commerciali aggressivi, cosa c’è di vero nel loro argomento e come valutare con lucidità prima di prendere qualsiasi decisione.


Negli ultimi mesi i nostri associati ci segnalano con crescente frequenza un fenomeno fastidioso: telefonate non richieste da parte di aziende del settore energetico che, con tono allarmato, annunciano che il proprio impianto fotovoltaico «sta perdendo soldi» o che «la convenzione GSE è a rischio». L’obiettivo, quasi sempre, è fissare un appuntamento a domicilio per proporre la sostituzione dei pannelli, l’installazione di batterie di accumulo o altri prodotti.

APPC Belluno e Treviso ritiene doveroso fare chiarezza su questo fenomeno: spiegare cosa c’è di vero nell’argomento utilizzato dai venditori, cosa invece viene distorto o taciuto, e come ogni proprietario può valutare la propria situazione senza farsi condizionare dalla pressione commerciale.

⚠ Attenzione

Queste chiamate fanno leva su un dato reale — la prossima scadenza degli incentivi — ma lo strumentalizzano per vendere prodotti spesso non necessari o non convenienti per la specifica situazione del proprietario. Non prendete mai decisioni al telefono e non firmate nulla durante un appuntamento a domicilio non richiesto.

Il dato vero: il Secondo Conto Energia si avvicina alla scadenza

Partiamo dal fatto concreto. Il Secondo Conto Energia (D.M. 19 febbraio 2007) ha incentivato gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio tra il 2007 e il 2010, riconoscendo tariffe incentivanti per 20 anni dalla data di entrata in esercizio. Questo significa che le convenzioni GSE degli impianti appartenenti a questo regime stanno naturalmente scadendo tra il 2027 e il 2030.

È la scadenza prevista fin dall’inizio, scritta nella convenzione che avete sottoscritto. Non è una sorpresa, non è una disfunzione, non è una perdita causata da negligenza: è semplicemente la fine del periodo di incentivazione contrattualmente definito.

Alla scadenza della convenzione, l’impianto fotovoltaico resta di vostra piena proprietà e continua a produrre energia. I pannelli, dopo vent’anni, hanno perso mediamente tra il 15% e il 25% dell’efficienza originaria, ma producono ancora. L’energia prodotta potrà continuare ad essere autoconsumata, riducendo la bolletta, e l’eventuale eccesso potrà essere ceduto in rete tramite il meccanismo del Ritiro Dedicato (RID), che si rinnova automaticamente ogni anno.

Perché le chiamate si moltiplicano proprio adesso

Il settore commerciale delle energie rinnovabili ha identificato nei titolari di impianti in Conto Energia una platea prioritaria di potenziali clienti. Il ragionamento è semplice: sono proprietari che hanno già dimostrato sensibilità al tema energetico, che stanno per perdere un’entrata mensile significativa (la tariffa incentivante) e che possono essere convinti a reinvestire in nuovi impianti o tecnologie.

A questo si aggiunge una novità normativa del 2026 che viene spesso agitata come argomento di urgenza: il Decreto Bollette (D.L. 21/2026), convertito in legge, introduce alcune opzioni per i titolari di impianti con potenza superiore a 20 kW. Vediamole con precisione, perché vengono spesso presentate in modo fuorviante.

Le novità del Decreto Bollette 2026: cosa prevede davvero

Il decreto ha introdotto, per i titolari di impianti fotovoltaici con potenza nominale superiore a 20 kW incentivati con il I°, II°, III° o IV° Conto Energia e con convenzione in scadenza dal 2029 in poi, tre opzioni volontarie:

Opzione In cosa consiste Condizioni Scadenza istanza
A Riduzione del 15% della tariffa nel 2026-2027 Estensione della convenzione di 3 mesi 31 maggio 2026
B Riduzione del 30% della tariffa nel 2026-2027 Estensione della convenzione di 6 mesi 31 maggio 2026
C – Uscita anticipata Risoluzione della convenzione dal 1° gennaio 2028, con indennizzo pari al 90% del VAN degli incentivi residui, erogato in 10 rate annuali Obbligo di rifacimento integrale dell’impianto entro il 31 dicembre 2030, con produttività almeno raddoppiata; moduli iscritti al registro europeo dei produttori. Contingente massimo: 10 GW totali nazionali. 30 settembre 2026

✔ Punto chiave per i piccoli impianti

Tutte e tre le opzioni si applicano esclusivamente a impianti con potenza superiore a 20 kW. Se il vostro impianto è un impianto residenziale o di piccola taglia — come la grande maggioranza di quelli installati da privati e piccoli proprietari — queste misure non vi riguardano direttamente. Per i piccoli impianti, portare a termine la convenzione nella sua durata naturale è quasi sempre la scelta più conveniente.

Come riconoscere una telefonata scorretta

Ecco i segnali tipici di una proposta commerciale da valutare con massima cautela:

  • Urgenza artificiale: «Ha poco tempo per decidere», «l’offerta scade domani», «la legge è appena cambiata e deve agire subito». Le scadenze normative reali sono pubbliche, verificabili, e non richiedono decisioni immediate al telefono.
  • Informazioni imprecise sulla normativa: affermazioni come «il GSE le toglierà gli incentivi prima del previsto» o «la sua convenzione è a rischio» sono false. La convenzione GSE è un contratto: il GSE non può modificarla unilateralmente.
  • Cifre non documentate: «Con i nostri pannelli risparmierà X euro all’anno». Qualsiasi stima di risparmio o guadagno deve essere fornita per iscritto, con dati certi riferiti al vostro impianto specifico.
  • Pressione per l’appuntamento a casa: il momento in cui un venditore è fisicamente nel vostro domicilio, la pressione psicologica aumenta significativamente. Avete sempre il diritto di non ricevere nessuno e di richiedere preventivi scritti da confrontare.
  • Identità aziendale vaga: operatori che si presentano come «partner GSE», «consulenti autorizzati» o usano nomi simili a quelli di enti pubblici. Il GSE non delega venditori porta a porta.

Cosa fare concretamente

Se siete titolari di un impianto fotovoltaico in Conto Energia, ecco le azioni consapevoli da intraprendere — indipendentemente da qualsiasi telefonata ricevuta:

1

Accedete all’Area Clienti GSE (gse.it) e verificate la data di scadenza esatta della vostra convenzione. È il punto di partenza di qualsiasi valutazione.

2

Controllate la potenza nominale del vostro impianto. Se è inferiore a 20 kW, le nuove opzioni del Decreto Bollette 2026 non vi riguardano.

3

Non prendete decisioni al telefono. Qualsiasi proposta seria può essere inviata per iscritto, via e-mail o posta. Se un operatore non accetta di documentare l’offerta, diffidatene.

4

Confrontate almeno tre preventivi da installatori diversi e verificate che siano iscritti al registro degli installatori abilitati. Chiedete sempre la provenienza dei moduli fotovoltaici proposti.

5

Se avete firmato un contratto durante un appuntamento a domicilio, ricordate che il Codice del Consumo (art. 52 D.Lgs. 206/2005) vi garantisce 14 giorni di tempo per recedere, senza dover fornire alcuna motivazione.

6

Segnalate le chiamate indesiderate registrandovi al Registro delle Opposizioni (www.registrodelleopposizioni.it), esteso nel 2023 anche ai numeri di cellulare. Le aziende che chiamano numeri iscritti al Registro violano la normativa e sono sanzionabili dall’AGCOM.

Una novità utile: i dati GSE nella dichiarazione precompilata

Per completezza, segnaliamo una novità positiva del 2026 che riguarda tutti i titolari di impianti fotovoltaici: a partire dalle dichiarazioni fiscali relative all’anno 2025, il GSE trasmetterà automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai proventi da Scambio sul Posto (SSP) e da Ritiro Dedicato (RID). Questi importi compariranno direttamente nel modello 730 o Redditi PF precompilato, senza necessità di inserirli manualmente. Un adempimento in meno, a beneficio di tutti.

APPC Belluno e Treviso

L’Associazione Piccoli Proprietari di Casa è a disposizione degli associati per orientarsi su qualsiasi questione relativa alla gestione del proprio immobile e degli impianti connessi. Se avete ricevuto proposte commerciali che vi sembrano poco chiare o aggressive, non esitate a contattarci prima di prendere qualsiasi decisione.

Sede di Belluno: casamia@remax.it — Tel. 0437 950360
Sede di Valdobbiadene: casamia3@remax.it — Tel. 0423 375573
Sede di Treviso: casamia2@remax.it — Tel. 0422 1284035

Pubblicato da APPC Belluno e Treviso — Aprile 2026

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